“Corrisponde al vero che si sta preparando l’ingresso sul mercato italiano di 320mila nuovi apparecchi, tra slot e videolottery? Per quale ragione il Governo non ha ritenuto di ricevere e ascoltare le rappresentanze dei gestori e dei costruttori di apparecchi da intrattenimento, che vogliono lanciare una campagna comune contro il gioco d’azzardo e a favore del gioco come intrattenimento?”

Queste le richieste fatte in un’interrogazione a risposta scritta presentata alla Camera e rivolta al Ministro dello Sviluppo economico, al Ministro dell’Economia e delle finanze e al Ministro della Salute da parte dell’Onorevole, Michela Rostan (LeU), che ha illustrato il testo in conferenza stampa alla Camera.

“L’oggetto della battaglia che stiamo portando avanti da anni è proprio quello di considerare il DGA (Disturbo da Gioco d’Azzardo) come una vera e propria patologia sociale assimilabile alle dipendenze da stupefacenti. Il 42,9% della popolazione ha giocato almeno una volta somme di denaro. L’1,6% è a rischio problematico. Nel nostro Paese ci sono circa 800mila persone a rischio. Al momento le persone prese in carico dai servizi territoriali sono circa 12.300. Questo attuale Governo ha fatto ben poco, solo proclami e pochi fatti. Nell’ultima legge di bilancio e nel decreto dignità, a parte un misero e debole divieto di pubblicità, non si è fatto nulla in tema di prevenzione e lotta al gioco d’azzardo. Come gruppo LeU avevamo presentato una serie di emendamenti per equiparare la tassazione tra slot e vlt, ma non c’è stato nulla al riguardo. La battaglia che Agcai e altre associazioni stanno portando avanti da tempo è significativa, è una battaglia che deve proseguire, non dovete arrendervi, dovete portare avanti le vostre ragioni con forza. Se è vero che parti consistenti di questa maggioranza di Governo ancora non vi danno ascolto, è altrettanto vero che c’è una cospicua parte politica che sta cercando di predisporre un nuovo testo unico sul gioco d’azzardo e sta cercando di affermare le vostre ragioni e non quelle delle multinazionali, che spesso hanno anche sede all’estero e non pagano le tasse in Italia”.

Per Benedetto Palese (Presidente Agcai): “Chiediamo al Governo di incontrarci, è inammissibile che questo non avvenga. Di Maio, Silvestri, Endrizzi, Baroni, sanno perfettamente come è la situazione e non intervengono. Sanno che stanno arrivando in Italia tra vlt e slot macchine più pericolose con un payout minore, che queste macchine porteranno alla disperazione tutti coloro che giocano. Non si diminuisce il payout per disincentivare il gioco, non funziona così. Vogliamo che venga fatto l’opposto, è stato diminuito il payout per prelevare 700 milioni dai giocatori e darli ai disoccupati. Può essere una ragione valida, ma non prendendo soldi dai giocatori. Avevamo chiesto di aumentare di tre punti la tassazione sulle vlt, perchè queste ultime pagano meno tasse delle slot da bar. Perchè le vlt pagano il 48% sull’utile e le Awp il 70%? Perchè nonostante questo le Vlt non sono state toccate in questa manovra e invece è stato toccato il payout? E’ inutile che ci giriamo intorno, stanno tutelando i concessionari. C’è un progetto che i nostri politici conoscono. Vogliono eliminare i gestori che per anni hanno sempre combattuto per un gioco di intrattenimento e piccola vincita, che non faccia perdere più di quanto si può perdere in un videogioco. Può una slot da bar essere meno pericolosa di un videogioco? Se programmata in un certo modo questo è possibile. Dipende dalla perdita oraria. E’ lo Stato che decide quanto deve essere il costo orario. Il Preu non è una tassa, è un prelievo sui giocatori, lo Stato preleva dai giocatori una certa somma. E’ lo Stato quindi che deve avere il coraggio di dire che sta aumentando il Preu per rovinarli. Nel bar deve esserci una macchina meno pericolosa. La slot da bar deve servire da contrasto all’online, alle lotterie istantanee e alla sala con le vlt. Vogliamo che vengano differenziati i giochi. Nei bar devono esserci quelli meno pericolosi. Le slot in questi locali devono essere ridotte a 4, lo diciamo da anni. Vanno tolte dalle sale Vlt, non devono essere confuse. Il giocatore non va ingannato, ci deve essere una distinzione chiara. Ricordiamo che in nessuna parte del mondo esistono le Vlt, sono presenti solo in Italia e qualcuna in America. Danno la colpa a noi, dicono che siamo noi a fare azzardo, ma questo non è vero. Il Governo vuole tagliare fuori i gestori? E’ per questo che non ci riceve? Se questo è l’obiettivo ce lo dicano. Non riescono a rispettare nemmeno il loro contratto di Governo, dove hanno scritto che bisognava eliminare gli apparecchi con puntate ripetute, noi siamo d’accordo, mettiamo una slot più di intrattenimento senza puntate ripetute. Noi le soluzioni tecniche le abbiamo, loro non le vogliono, evidentemente tutelano il gioco d’azzardo. Il nostro è un lavoro per niente facile, ci stanno portando alla rassegnazione, ma per me i gestori devono ancora armarsi e lottare per una giusta causa. Se oggi Di Maio non ci riceverà di nuovo proseguiremo con altre manifestazioni, vogliamo sapere almeno il perchè non ci ricevono. Gestori, non mollate. Il nostro è un lavoro che esiste e che voi Stato ci avete dato. Tra 15 giorni torneremo in piazza se non ci ricevono, perchè siamo nel giusto. Limitare gli orari e imporre distanze non serve a niente, è sulla pericolosità della macchina che bisogna agire. Bisogna aumentare la percentule di vincita al 90%”.

E’ quindi intervenuto Alessandro Gessa (Vicepresidente Agge Sardegna): “Chiediamo almeno una degna sepoltura, tutto questo è dovuto alle continue delusioni. In Italia manca un diritto fondamentale, cioè quello di fare impresa. Noi siamo imprenditori a tutti gli effetti e con clausole e regole più ferree e più strette di quelle che subiscono altre imprese. Nonostante tutto questo ogni anno riceviamo angherie. Abbiamo abbassato le armi, è una lotta impari. Educatamente abbiamo cercato di chiedere incontri per parlare delle problematiche del settore, perchè ci sono, ma non veniamo ascoltati. Ormai, inoltre, è usanza comune: il settore del gioco è diventato il bancomat del Governo. Le nostre aziende vengono tassate e ritassate per i programmi del Governo. Questo sinceramente ci rende delusi, siamo allo stremo delle forze. Noi siamo imprese serie, abbiamo i nostri dipendenti formati professionalmente. Creiamo indotto, a differenza di altri settori che non sono stati minimamente penalizzati. Ci siamo confrontati con un Ministero sordo, che ha ascoltato solo le lobby che in campagna elettorale ha dichiarato di voler combattere. Stanno distruggendo 5mila aziende per favorire i concessionari. Non so quale obiettivo ci sia. Chiedo pietà per le aziende, ci diano almeno il tempo di morire dignitosamente, facendoci recuperare le spese e permettendoci di dare la buonuscita ai nostri dipendenti. In merito a limiti orari e distanze chiedo che si raggiunga in Conferenza Stato-Regioni un accordo che possa considerare uguali tutti i cittadini d’Italia. Chiedo che ci siano regole certe e garantite per tutti. E’ fondamentale raggiungere degli accordi con le Regioni”.

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