Per dovere di cronaca diamo spazio a tutti i comunicati delle associazioni di settore ma è evidente che il lettore, molto spesso un operatore obbligato a fare i conti con la difficile situazione in cui svolge la sua attività di raccolta del gioco, non accoglie con piacere le polemiche sulle diverse strategie associative.

Polemiche che dovrebbero trovare soluzioni interne alla filiera se l’aspirazione di tutti è il bene del settore. Nessuno è perfetto ma gli accadimenti di questi giorni e l’esperienza del passato dovrebbero suggerire prudenza e un miglior uso dello strumento associativo di rappresentanza.

Peraltro solo chi è ostile al settore, al gioco e alle attività di raccolta, accoglie con piacere la notizia che conferma la litigiosità tra i diversi rappresentanti degli operatori.

Tutto è iniziato con la comunicazione di SAPAR che, con l’intenzione di smentire una comunicazione non a tutti nota, di fatto la promuove. “In merito alla notizia che sta circolando in queste ore e riguardante una fantomatica ‘Campagna di Comunicazione’ promossa da CNI, AGCAI e SAPAR, l’Associazione Nazionale SAPAR rende noto che è completamente estranea ai fatti e prende le distanze da qualsiasi notizia dovesse venire riportata dai mezzi di comunicazione relativa alla campagna in oggetto”

AGCAI, chiamata allo scoperto non può non replicare: “L’iniziativa partita dal C.N.I., sposata subito da AGCAI e comunicata a SAPAR ha trovato subito la nostra massima disponibilità.
Scusate se ci siamo permessi di pensare per un solo attimo che la SAPAR potesse appoggiare questa iniziativa, ci siamo dimenticati che la SAPAR da sempre è restia, per non dire assente, nel campo della comunicazione.
La mancanza di comunicazione è come sostenere il Governo, che invece di comunicazione ne fa molta, e quindi è come se si appoggiasse il Governo, lasciando a loro, comunicativamente parlando, la strada libera.
Abbiamo pensato sbagliando che, stando con noi, SAPAR avesse cambiato modo di pensare e si fosse schierata per la prima volta a sostegno delle esigenze dei gestori con una grossa campagna di comunicazione che mettesse in difficoltà le scelte del Governo.
Il passo indietro di SAPAR sulle iniziative portate avanti dalle altre sigle associative, indipendentemente se il modo di informarli sia stato corretto o meno, sottolinea il fatto che per la SAPAR meno si parla dei problemi dei gestori e meglio è.
Da sempre SAPAR non ha fatto grande comunicazione, nonostante secondo noi avesse i fondi non per una grande ma per una grandissima campagna di comunicazione, non ci risultano mai iniziative sulle testate televisive nazionali né sulla grande stampa nazionale. Questo vuol dire non contrastare la politica del governo che è quella di non far sapere che esistono le VLT, che le VLT pagano molte meno tasse rispetto alle AWP, che l’online è meno tassato e che ci sono 5000 aziende di gestori AWP che invece stanno morendo per l’alta tassazione.
L’obiettivo primario della SAPAR è: “meno iniziative si fanno, meglio è!”.
Facciamo appello agli associati SAPAR: così come avete partecipato in molte nostre iniziative, sin dalla prima manifestazione del gennaio 2016 in piazza Porta Pia, nonostante la vostra associazione ha preso le distanze da questa ultima iniziativa che insieme al C.N.I. stiamo portando avanti, se la ritenete giusta vi invitiamo a partecipare alla raccolta fondi (anche perché quando è stato chiesto un contributo alla SAPAR per la comunicazione su Tg5, Sky-Tg24 per gli ultimi due eventi fatti insieme, quello del Frentani e quello relativo alla manifestazione del 31 maggio, costati ad AGCAI 11.000 euro +Iva, la SAPAR ha dato un contributo di soli 3.000 euro dichiarando che la SAPAR altro non poteva deliberare per mancanza di fondi!).
La campagna che stiamo portando avanti prevede la realizzazione di uno speciale Tg5 dedicato al settore, servizi su Tg5 e Sky-Tg24, stampa online e un numero imprecisato di giornali (dipende dai fondi raggiunti) affinché l’opinione pubblica sappia che il governo vuole mandare a casa 5000 aziende con 200.000 dipendenti, che da due anni a questa parte le sta tartassando con l’aumento continuo del Preu affinché escano automaticamente dal mercato e che lo lascino in mano a poche multinazionali.
Ci auguriamo che la SAPAR si renda conto che questo suo dissociarsi è contro produttivo per il settore e che quindi torni a sostenerla a meno che per questa iniziativa non stanzi lei i fondi necessari per la buona riuscita di questa campagna!”.

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