Giochi, Binetti (Ap): intesa governo-regioni slitta dopo referendum. Qualcuno si diverte a giocare

Ho appena presentato un’interpellanza urgente per fare chiarezza in materia di giochi

“Ho appena presentato un’interpellanza urgente per fare chiarezza in materia di giochi, un campo nel quale sussistono ancora ambiguità e confusione per il protrarsi sgradevole di un conflitto di interessi, in cui la dimensione economica ha delle enormi implicazioni. Non a caso oggi è slittata ancora l’intesa tra il Governo e gli Enti locali sul provvedimento che dovrà disciplinare la distribuzione delle slot machine sul territorio. L’intesa, probabilmente, arriverà dopo il referendum del 4 dicembre, come se anche la riforma nel campo dei giochi assumesse all’improvviso un’importanza di rango costituzionale. In realtà il dibattito sui giochi sembra aver assunto l’aspetto di un dilemma senza alternative. Secondo gli esperti del Tesoro attualmente nel settore dei giochi tra i concessionari e tra i gestori si riflette una concorrenza feroce, che spinge a volere sempre più macchinette. Il MEF vorrebbe eliminare il problema creando un’unica società di gestione, che garantisca allo Stato gli attuali 9 miliardi di euro erariali, limitando però la proliferazione del fenomeno. In altri termini uno Stato monopolista avrebbe un unico interlocutore, un concessionario che diverrebbe lui stesso monopolista, con cui stringerebbe un accordo, che potrebbe essere così sintetizzato: tu mi assicuri 9 miliardi di euro di gettito fiscale, e io ti lascio fare quel che vuoi, purché tu riduca il numero complessivo degli apparecchi. O ancora: ti consegno un intero settore, con due sole condizioni, mantenere uguale il gettito fiscale e concentrare le macchinette in alcuni spazi circoscritti”. Lo dichiara l’onorevole di Area popolare Paola Binetti.

“Tutto ciò non ha nulla a che fare con la lotta alla così detta ludopatia; non c’è nessuna misura di salvaguardia del giocatore a rischio, che anzi proprio per la sua dipendenza si vedrebbe catapultato in un contesto a rischio centuplicato. È un’operazione pericolosa almeno per tre ragioni: raddoppio dei luoghi dedicati al gioco, i cosiddetti mini-casinò; loro ghettizzazione in aree periferiche della città; compresenza di AWP e VLT, scarsamente distinguibili tra di loro, ma con conseguenze infinitamente più gravi nel caso delle VLT. Facendo un confronto con l’Europa, utile anche in questo caso, si scopre che abbiamo più o meno lo stesso numero di AWP, ma un numero decisamente inferiore di sale da gioco, di sale scommesse e corner; non hanno 65 mila punti vendita di lotterie istantanee, prive di qualsiasi autorizzazione. In quanto alle VLT basta ricordare che in Italia c’è un terzo di tutti gli apparecchi, contati a livello internazionale: 53 mila VLT (con 4.900 sale) su 160 mila presenti nel resto del MONDO. Quindi – conclude Binetti – anche per il riordino del settore del gioco dovremo attendere il 4 dicembre…”

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