Fabio Bui, responsabile Enti locali Pd Veneto, propone limite di 12 ore per punti gioco, distanziometro di 300 metri e potestà ai sindaci.

 

 

“Se Regione e Comuni accetteranno l’unica proposta attualmente agli atti del Governo, il drammatico risultato sarà un aumento complessivo dell’offerta generale conseguente alla riduzione delle slot nei bar, per trasferirle in nuove 5000 sale scommesse ulteriori rispetto alle esistenti che, come previsto dal bando presente nella Legge di Stabilità per il 2016, verranno aperte a seguito del riordino del settore, con attrezzature slot tipo videolottery, gioco online, etc. Quindi l’offerta complessiva non diminuirà ma aumenterà, con il raddoppio del numero di sale e un’offerta di giuoco spostata soltanto dai bar alle sale
dedicate, di proprietà delle lobby multinazionali dell’azzardo. La riduzione delle slot Awp da bar, inoltre, serve per togliere ai Comuni e alle Regioni qualsiasi potere relativamente alla limitazione di questi luoghi  infernali, che vogliono addirittura essere certificati come di tipo A e che, grazie a questo imbroglio, saranno esentati dalle distanze minime rispetto ai  luoghi sensibili e da limiti orari”.

 

In attesa della prossima seduta della Conferenza unificata Stato Regioni ed enti locali, il riordino nazionale dei giochi torna d’attualità per bocca di Fabio Bui, responsabile Enti Locali per il Pd della Regione Veneto, vicepresidente della Provincia di Padova e sindaco di Loreggia (Pd), che si scaglia contro la proposta messa sul tavolo dal Governo.

 

Secondo il politico tale ipotesi di riordino, se attuata, porterebbe i giocatori a spostarsi dai bar “dove potevano giocare solo alle slot con monetine e vincita massima di 100 euro, nelle sale, dove potranno trovare sia le slot da bar che le scommesse, i giochi online e Vlt, apparecchi dove possono essere inserite anche banconote con promesse di vincite fino a 500mila euro”.
Bui quindi lancia una serie di proposte, con l’obiettivo di aprire un nuovo dibattito sulla materia, “nella considerazione non tanto delle più o meno verititiere entrate per lo Stato, ma dell’impatto sociale che queste scelte pubbliche potrebbero generare”. Il responsabile Enti Locali Pd Veneto propone: “Riduzione del 30 percento del numero di Awp sul totale dei titolari dei nulla osta; potestà regolamentare, in materia di apertura e funzionamento delle sale, posta in capo ai sindaci in base ai propri regolamenti comunali, che in moltissimi casi prevede il criterio di distanze congrue dai luoghi di aggregazione sociale (giudicando assolutamente ingiustificato che le sale certificate possano andare in deroga al principio delle distanze e degli orari); no all‘introduzione dell’art. 88 del Tulps in tutti i punti gioco, in sostituzione dell’art. 86, nei pubblici esercizi, in quanto escluderebbe i Sindaci dall’autorizzare le nuove istallazioni di apparecchi da gioco; riduzione della perdita oraria delle Awp dalle attuali 50 euro all’ora a 25 euro all’ora; orario unificato a 12 ore per tutti i punti gioco a livello nazionale, da realizzare in un’ottica di ristrutturazione generale del settore, e distanza dai  luoghi sensibili fissata in 300 metri (come già previsto dalla Regione Liguria)”.
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