Durante la nostra manifestazione di ieri 18 dicembre, alla nostra richiesta di incontro con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, o in alternativa con il ministro Roberto Gualtieri, abbiamo ricevuto risposta alla nostra precisa richiesta di equiparare la tassazione dal comparto delle awp a quello delle Vlt al 67,5 per cento, dal sottosegretario al MEF Alessio Villarosa che insieme al sottosegretario Baretta stanno gestendo il settore degli apparecchi di intrattenimento, il quale ci faceva sapere che sarebbe stato inutile incontrarci in quanto non saprebbe cosa riferirci, visto che ormai la manovra era stata già decisa e non ci sarebbe stato il  tempo per intervenire su questa precisa situazione. Situazione già da tutti conosciuta, sapevamo già che era quasi impossibile che il governo potesse intervenire dopo la firma in commissione finanze.

Ma perché siamo arrivati in ritardo? Fra l’altro dopo che la filiera, secondo le nostre informazioni in possesso, sia stata anche ascoltata, ed era d’accordo insieme al sottosegretario Baretta e ai direttori di ADM per questa soluzione che più di qualcuno dell’associazione Astro e della associazione Sapar già sapeva da tempo, visto che molte aziende produttrici, stanno già preparando da tempo le schede al 65 per cento.

Inoltre  la Sapar ha indetto la sua manifestazione solo dopo le che le associazioni Agge, Sardegna Cni e Agcai, stanchi di aspettare la volontà della Sapar a manifestare dopo due riunioni fatte tra le quattro associazioni, una un mese e mezzo fa e l’altra fatta al Vanvitelli il 29 novembre, dove le tre associazioni Agge, Cni e Agcai alla presenza dei propri associati, davano subito la disponibilità a manifestare il prima possibile.

La Sapar per il tramite del suo vicepresidente Sergio D’Angelo, prendeva ancora tempo fino al massimo il martedì successivo per darci una risposta. Il martedì successivo il presidente del CNI Gianmaria Chiodo comunicava che la Sapar da lui interpellata, non aderiva alla manifestazione. A quel punto, mentre il tempo passava, si decideva di indire una manifestazione anche senza la Sapar per il giorno 12 dicembre, già in netto ritardo. Dopo due giorni dalla comunicazione sui media di settore, la Sapar ci chiedeva di spostare la manifestazione dal 12 al 17 e che non avrebbe partecipato a quella del 12. La nostra associazione ritenendo di essere già troppo in ritardo il 12, cercava di convincere tutti i presidenti e in modo particolare Domenico Distante, mandando il proprio presidente nella sede della sua azienda a Francavilla. Dopo un lungo incontro fra i due presidenti non si riusciva a convincere il presidente Distante a convergere nella data del 12 in quanto, a suo dire, la Sapar aveva bisogno di più tempo per organizzare una grande manifestazione. A quel punto Agcai, Cni e Agge decidevano insieme di fare sia quella del 12 che quella del 17.

Come è andata a finire è storia recente.

 

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