«Nell’augurare un buon lavoro al nuovo sottosegretario Villarosa, ci auguriamo che il settore degli apparecchi di intrattenimento  per locali pubblici comma 6a venga riportato alle regole iniziali del 2004 quando il sistema si basava sul contigentamento degli apparecchi che ne prevedeva un numero max per ogni locale pubblico, quando sono nate previo accreditamento da parte  dei monopoli le 5.000 aziende di gestione di apparecchi di abilità e intrattenimento tutte italiane ed è stata data loro la possibilità di richiedere un nulla osta autorizzatorio ad ADM previa la scelta di un concessionario di rete al quale poi doveva essere collegato l’apparecchio dopo aver stipulato un contratto privato.

Solo una politica scellerata del PD, attraverso il sottosegretario Baretta, denuncia AGCAI – ha cambiato le regole, messo a dura prova le aziende di gestione, con norme e circolari che avevano (e hanno) l’obiettivo di regalare il mercato alle multinazionali ormai proprietarie di quasi tutte le concessionarie.

Speriamo questo Governo non segua quel criminale progetto. La legge di Stabilità del 2016, di fatto aveva l’obiettivo di consegnare il mercato ai concesionari. Infatti assegnava il numero di apparecchi  collegati alla loro rete come se gli apparecchi fossero dei concessionari, al fine di continuare ad operare solo ed esclusivamente con quel numero di apparecchi senza possibilità di operare in un libero mercato concorrenziale anche fra i concessionari stessi oltre che fra i gestori.

Successivamente a questa norma ADM il 12 aprile 2016 emanava una circolare che faceva convogliare in un basket tutti gli apparecchi che giacevano in magazzino e che prevedeva però che tutti i titoli autorizzatori degli apparecchi dismessi invece di farli convogliare direttamente nel basket, li faceva trattenere per 30 giorni dal concessionario di riferimento e solo dopo questi 30 giorni se il concessionario non li avesse collegati venivano restituiti.

E’ chiaro che questa circolare mirava a regalare i titoli autorizzatori, richiesti dai gestori proprietari degli apparecchi, ai concessionari che nei trenta giorni a loro concessi di tenersi il titolo, o lo riutilizzavano loro per propri apparecchi o addirittura lo rivendevano a gestori a loro più congeniali. E’ chiaro che con la riduzione del 35 per cento degli apparecchi avvenuta in un periodo di assenza di un punto di riferimento politico (da un anno e mezzo che si è senza un sottosegretario con delega ai giochi) i concessionari ne hanno approfittato e hanno trovato il modo attraverso l’arma del recesso contrattuale, purtroppo previsto nel contratto privato, di accaparrarsi fette di mercato sapendo che i gestori nulla possono fare per cambiare concessionario, cosa permessa invece per anni con il sistema che si basava sul contigentamento degli apparecchi e non sul blocco dei nulla osta.

Per meglio illustare tutta questa situazione si è chiesto al nuovo sottosegretario un incontro a breve vista la situazione grave che ci auguriamo sia stata anche spiegata dal senatore Endrizzi e dall’onorevole Silvestri».

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