“Se il contratto di filiera tutela i gestori dei giochi di Stato, non tutela le imprese dei gestori di apparecchi come 6/a per locali pubblici. Da quanto si capisce leggendo le dichiarazioni di Domenico Distante dopo l’incontro avuto con il sottosegretario Villarosa, non è stato evidenziato né il problema del blocco dei nulla osta, che di fatto assegna gratuitamente i titoli autorizzatori ai concessionari, né quello della portabilità degli stessi, né il passaggio alla tassazione sull’utile come avviene già in altri segmenti di gioco (scommesse e online).

I gestori di apparecchi di intrattenimento comma 6/a per locali pubblici aderenti alla nostra associazione – spiega AGCAI – chiedono da sempre che il sistema torni alle regole iniziali e cioè che si ritorni al contigentamento del 2004 con un massimo di apparecchi per locale pubblico pari a 4 e con il libero rilascio dei nulla osta così come era prima che l’ex sottosegretario Baretta cambiasse il sistema.

Si avranno meno apparecchi e più libera concorrenza fra gli attori della filiera. Evidentemente la libera concorrenza fa paura ai gestori dei giochi di Stato, che invece con questo sistema ne stanno approfittando per accaparrarsi fette di mercato, convincendo molti loro ex colleghi a vendere il proprio parco macchine accorpandoselo”.

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