“L’onorevole Francesco Silvestri riconosce nella slot da bar l’apparecchio meno pericoloso, ma secondo il suo ragionamento bisognerebbe toglierle per il solo fatto che sono maggiormente visibili. Quindi per poter dire che il Governo combatte il gioco d’azzardo dovrebbero essere sacrificate le slot a beneficio delle sale vlt, sale scommesse con vlt, online e lotterie istantanee. Per questo si stanno tassando sempre di più a beneficio di tutto il resto elencato. In pratica si preferisce prendere in giro i cittadini piuttosto che salvarli dai giochi più pericolosi e quindi dal loro impoverimento più estremo”. Lo riferisce in una nota Agcai.

“Toglire le slot dai bar porta a giocare ad altro, o addirittura può spingere nelle sale slot/vlt dove il giocatore, pensando di trovare solo le awp, si trova davanti anche le vlt (gli apparecchi più pericolosi al mondo autorizzati solo in Italia), dove si perdono migliaia di euro all’ora. In più si rischia che in questi punti arrivino anche apparecchi illegali di difficile contrasto. Noi invece siamo dell’idea che sono molto più visibili i mini casinò esistenti in ogni angolo di strada e che quindi andrebbero razionalizzati, in più si dovrebbe ridurre il numero di slot fino ad un massimo di quattro nei locali pubblici per avere meno visibilità del prodotto ma soprattutto ridurre il costo orario innalzandone la percentuale di vincita fino ad 88/90 per cento affinché la slot da bar raggiunga maggiormente gli obiettivi per cui è stata fatta nascere nel lontano 2004, che sono quelli di contrasto al gioco d’azzardo illegale e poi ultimamente al gioco d’azzardo delle vlt, dell’online e delle lotterie istantanee.

Meglio un’ora vicino ad una slot con anche giochi di intrattenimento e divertimento, che non ti costi più di quanto ti costerebbe giocare un’ora ad un normale flipper, che un’ora giocando in una videolottery da sala o sull’online che in un’ora possono rovinarti la vita. Un apparecchio di questo tipo potrebbe essere accettato in conferenza Stato-Regioni da tutti senza limiti di orari e con distanze minime da scuole e chiese. Se un apparecchio non fa male non vediamo il motivo perché dovrebbe essere vietato” conclude Agcai.

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