“L’astensione alla raccolta è stata un successo non per il numero di slot spente che non era il nostro obiettivo e che sono state solo una piccola quantità a titolo dimostrativo per rendere l’idea, ma per attirare la sua attenzione e poterne ancora discutere visto che da giorni siamo in attesa di un confronto al Mise”.

Così in una nota Agcai.

“Mai avremmo spento le slot, ma sempre per tutelare i giocatori, che trovando gli apparecchi spenti nei locali pubblici si sarebbero rivolti ai vicini mini casino con videolottery con perdite ancora maggiori. Non sarà il suo obiettivo che coincide con quello delle multinazionali che da sempre tentano di far togliere ai governi le slot dai locali pubblici affinché i giocatori confluiscano nelle più pericolose sale vlt dove si possono perdere anche 5mila euro all’ora?

La slot da bar (awp) va cambiata come anche riferito ieri in conferenza stampa dal presidente della Sapar Domenico Distante con una macchina con una percentuale di vincita intorno al 88/90 per cento che limiterebbe la perdita oraria paragonabile a quella di un normale flipper.

Stiamo cercando un incontro per cercare di farle capire che gli apparecchi che stanno arrivando sul mercato in questi giorni con percentuali di vincita inferiori saranno la rovina di molte famiglie. Lei continua a scambiarci per lobbisti del gioco d’azzardo. Spero che la spiegazione di come è composta la filiera degli apparecchi da intrattenimento del presidente Sapar Distante le chiarisca le idee e nel corso delle prossime date che la questura ci metterà a disposizione per il sit in, una delegazione di 20 persone in rappresentanza dei seicento operatori circa che hanno manifestato il 31 gennaio scorso venga ricevuta. Diversamente il sit in continuerà ad oltranza (questura permettendo)” conclude l’associazione.

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