Il senatore Endrizzi insieme al sottosegretario al MEF Villarosa, intervengano a difesa delle aziende Made in Italy di gestori awp per locali pubblici, i quali in questi giorni, da parte di alcuni concessionari come Snaitech e Gamenet, stanno ricevendo lettere di recesso contrattuale, senza una giusta causa, quale potrebbe essere il solo mancato pagamento del preu. Il tutto finalizzato ad ingrandire il loro parco macchine, a danno esclusivo di molte piccole aziende di gestori, che da più di 15 anni, svolgono il loro lavoro onestamente, che saranno così costrette a chiudere. Grazie a norme introdotte nella legge di stabilità del 2016 e soprattutto con una circolare di ADM  del 12 aprile del 2016, che prevede che il titolo autorizzatorio (nulla osta) di un apparecchio dismesso a vario titolo, non torni direttamente ad ADM da dove è stato emesso, ma che possa essere trattenuto, prima di tornare ad ADM, per trenta giorni dai concessionari, per poterlo cosi’ ricollocare (sostituendosi di fatto ad ADM) come se il nulla osta fosse un loro diritto.

Chiaramente così non è. Il nulla osta viene emesso, dietro richiesta di un gestore, seppur attraverso il proprio concessionario, ogni qualvolta che deve installare un apparecchio awp. ADM  rilascia il nulla osta apportando sul titolo autorizzatorio il nome del richiedente proprietario dell’apparecchio. Una volta dismesso, a meno che non ci sia una contestuale richiesta di sostituzione dell’apparecchio con uno nuovo  e quindi con un nuovo nulla osta in sostituzione del primo, il nulla osta dovrebbe e deve ritornare ad ADM senza che venga trattenuto per 30 giorni dal concessionario, che chiaramente ne approfitta per accaparrarsi lui quel titolo autorizzatorio o per ingrandire il suo parco apparecchi o per ricollocarlo comunque in qualche azienda di gestione amica . .

Chiederemo subito un incontro al Mef al sottosegretario Villarosa e al direttore dei monopoli Giuliani, affinché il gestore di awp, in regola con i pagamenti, possa aver la possibilità, se non gradito più dal suo concessionario, di emigrare con il proprio parco macchine e relativi titoli autorizzatori, presso un altro concessionario.

Non vorremmo essere costretti a fare una manifestazione solo per questo.

Le aziende italiane non devono chiudere a beneficio delle multinazionali straniere proprietarie ormai di tutti i concessionari italiani.

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