“Le risoluzioni dei contratti che alcuni concessionari stanno mandando ai gestori è un abuso del diritto e quindi sono illegittime e vanno impugnate in quanto fatte in concomitanza della riduzione delle macchine”, scrive in una nota l’associazione AGCAI.

“Il tutto – prosegue la nota – viene fatto per appropriarsi indebitamente dei nulla osta di proprietà dei gestori. I nostri avvocati sono a vostra disposizione per affrontare queste anomale situazioni. Inoltre è un abuso anche il rifiuto della richiesta di portabilità dei nulla osta di esercizio, nonché l’omessa restituzione dei depositi cauzionari rilasciati a titolo di garanzia a fronte di un’ipotetica mancanza di pagamento della legge di Stabilità del 2016.

Dove sarà scritto che le piccole medie aziende devono scomparire? Solo perché lo dice il sottosegretario d’accordo con i concessionari? Perché un gestore con 100 macchine deve chiudere? Se gliene rimangono 65 non riesce a portare avanti la propria azienda? E chi lo decide se vuole consonziarsi o meno? Oramai assistiamo a minacce giornaliere di alcuni concessionari verso i gestori con la speranza che quest’ultimi si sfiniscano e alla fine vendano quello che dopo anni di lavoro hanno conquistato. E già perché i concessionari sanno che valore avranno le AWP dopo la riduzione, acquisteranno un valore 10 volte maggiore di quello di adesso. Per cui si invitano i gestori a valutare bene prima di prendere qualsiasi decisione.

La riduzione non sarà fatta ad esclusivo appannaggio dei concessionari, i quali dovranno rispettare i contratti stipulati con i gestori. Per cui se ogni gestore al 31 dicembre avrà dismesso il suo 15% di apparecchi per ogni regione di sua competenza non avrà nulla da temere sia che gli apparecchi lavorano poco sia che lavorano molto. Solo dopo il 31 dicembre – prosegue Agcai – se il concessionario ha degli apparecchi in più del previsto dovrà preoccuparsi di far dismettere a chi non l’ha fatto nei termini – pena una multa di 10.000 euro – quelli che lavorano meno, riferiti però a chi non ha dismesso. Per quanto concerne i nulla osta delle nuove AWPR, la legge non è cambiata e quindi neanche il sistema di omologa. Ci sarà il produttore (non il concessionario) che omologherà un esemplare di modello (quindi con la scheda dentro), il gestore che potrà comprare l’apparecchio AWPR, dismettere il vecchio apparecchio Comma 6/A e sostituirlo con il nuovo.

I proprietari di apparecchi rimarranno sempre i proprietari degli apparecchi. Il nulla osta è collegato all’apparecchio e anche la sua sostituzione con l’AWPR. Per cui i gestori non spariranno mai. Vogliono comprarci? È chiaro. Dopo la riduzione, – conclude Agcai – le macchine saranno merce rara e il loro valore sarà inestimabile. Dal primo maggio in poi chi ha le macchine le avrà per sempre e in esclusiva, meglio di così”.

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