«Ci sentiamo in dovere – scrive l’associazione AGCAI – di fare un appello al vice premier di Luigi Di Maio, al direttore Generale ADM Dott .Benedetto Mineo e al Direttore ufficio apparecchi intrattenimento Dott Antonio Giuliani affinché pongano fine ad iniziative messe in campo dai due concessionari HBG e GAMENET del tipo: se non firmi un nuovo contratto non avrai nuovi nulla osta per la sostituzione delle vecchie macchine in esercizio con delle nuove, ostacolando di fatto l’attività del gestore ed un incremento gettito Preu che si avrebbe con la sostituzione dei vecchi apparecchi con quelli nuovi.

Tutto questo per giungere ad una chiusura automatica dell’attivita del gestore a totale vantaggio delle aziende a loro vicine che invece usufruiscono del cambio apparecchi in modo veloce.

Sono state fatte richieste nel mese di agosto che sono rimaste inevase per il solo fatto che il gestore non ha firmato degli addendum ai contratti già esistenti in totale vantaggio dei concessionari, che se firmati decreterebbero la fine dell’attivita del gestore.

Ma c’è di più: addirittura si pretende di ottenere un pagamento di euro 600 a nulla osta e alla dismissione di macchine non performanti.

Regole dettate unicamente dai due concessionari che si sostituiscono ai monopoli, decretando loro la vita o la morte di quella o di questa azienda di gestione AWP e dettando loro le regole al posto di ADM.

Si sollecita da parte delle autorità preposte ad un intervento rapido e risolutivo. I concessionari non devono poter avere tutto questo potere sulle aziende di gestione loro contrattualizzate. Si sollecita un contratto di filiera che tuteli il gestore (parte debole della filiera).

Aspettiamo con fiducia a breve un intervento da parte di ADM nel regolamentare i recessi e la libera portabilità da un concessionario all’altro (tipo telefonia mobile)».

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